Nella loro rarità, non è inusuale che gli archeologi scoprano sepolture che portano al ritrovamento di un guerriero con il proprio cavallo. Soprattutto nei ritrovamenti avvenuti nelle steppe orientali del primo Medioevo, si pensa che la pratica di seppellire il cavallo accanto al proprio guerriero fosse parte di una sorta di rituale che garantiva al valoroso soldato un al di là da raggiungere in sella. Inoltre, se un cavaliere veniva sepolto con il proprio cavallo, non era solo un ‘individuo’, bensì un soldato valoroso, inseparabile dalla propria monta.
Ed è esattamente quanto deve essere successo circa 1400 anni fa a un cavaliere Avar, la cui sepoltura è stata rinvenuta dagli studiosi nell’area di Timisoara, nella parte ovest della Romania.
Il complesso funerario portato alla luce dagli archeologi data sesto-settimo secolo ed è un ritrovamento del tutto casualmente, a seguito di scavi per una infrastruttura.
Gli Avar erano un popolo guerriero proveniente dalle steppe orientali, che si affacciarono verso l’Europa nella seconda metà del sesto secolo. Pare che in quel periodo avessero la supremazia dei Carpazi e di diverse etnie, compresi gli Slavi. Il cuore politico del loro dominio toccava Austria, Servia, Romania, Ungheria e Slovachia.
Questi guerrieri delle steppe non lasciarono nulla di scritto in merito alla loro storia e proprio per questo, il ritrovamento della sepoltura di Timisoara assume un valore ancora maggiore.
Insieme all’uomo e al cavallo, gli archeologi hanno rivenuto nella sepoltura piccoli oggetti in oro, argento e bronzo che possono essere stati monili del guerriero ma probabilmente anche parte dei finimenti equestri e dell’attrezzatura del cavallo.
Dopo questo primo importante ritrovamento, gli studiosi si aspettano ulteriori sviluppi nell’area dove è partita una vera e propria indagine archeologica.
























